Mar. Gen 19th, 2021
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Le taccole sono degli ortaggi non ancora del tutto conosciuti, nonostante spesso vengano utilizzati anche nelle più comuni cucine casalinghe. C’è chi li identifica con altri nomi, quali ad esempio i piselli baccelli o i piselli della neve (dato che vengono raccolti ad inizio primavera) o ancora come i piselli mangiatutto (dato che essi vengono consumati interi, baccello compreso).

Ed è proprio di un tipo di legume appartenente alla famiglia dei piselli nello specifico il Pisum sativum, che fa capo alla famiglia delle Fabacee quello di cui stiamo parlando, dal colore verde chiaro che si scurisce in fase di cottura e dal sapore molto dolce e gradevole, che può prestarsi ad essere utilizzato come ingrediente di svariate gustose ricette.

Le taccole, come dicevamo, vanno mangiate per intero, non buttando via nulla proprio perché il loro baccello è molto sottile e diventa morbidissimo una volta cotto. Rispetto agli altri legumi, dunque, che vengono consumati solitamente solo come semi privi di buccia, le taccole riescono a fornire molte più vitamine (di tipo C e B9 nello specifico) e hanno un forte potere remineralizzante.

Le origini delle taccole e la loro coltivazione

Anche se ancora oggi per tante persone le taccole sono sconosciute, devi sapere che invece esse erano già ben note già ai tempo degli antichi Egizi e degli antichi Romani. Addirittura questo tipo di verdura veniva considerato nel Medioevo il cibo dei nobili, da quanto il loro baccello veniva considerato prestigioso. Si mormora che Luigi XIV se ne fosse un profondo estimatore. Non è semplicissimo definire dove abbiano avuto esattamente origine per la prima volta le taccole, ma quello che è quasi certo è che esse siano state inizialmente coltivate e consumate in Europa, dove ancora ai nostri tempi continua la loro produzione.

Le taccole hanno una stagionalità che va dal mese di giugno a quello di settembre, ma nelle annate in cui l’autunno è piuttosto mite, essa si può estendere anche fino agli inizi di novembre. Oggi la presenza della coltivazione delle taccole si è estesa anche oltre oceano, ed è proprio per questo che abbiamo la possibilità di trovare sul mercato questo prodotto anche fuori stagione, grazie all’importazione che viene fatta dall’India e da alcuni paesi del continente africano.

Le proprietà delle taccole

Le taccole, oltre ad essere ricche di ferro lo sano anche di fibre ed è proprio per questo che la loro assunzione aiuta parecchio l’attività intestinale regolarizzandone il funzionamento e contribuendo a ridurre o addirittura ad eliminare problemi quali ad esempio la stitichezza, la colite e il gonfiore addominale. Grazie alla loro azione benefica che apportano all’apparato digerente, possono essere il sostituto naturale dei lassativi.

Il contenuto calorico delle taccole è molto basso: si parla di circa 40 kcal per ogni 100 grammi di prodotto crudo ed è grazie a questo loro valore che spesso vengono inserite dai nutrizionisti anche nelle diete ipocaloriche. Fra l’altro, avendo un indice glicemico basso possono essere assunte senza alcun problema dai diabetici, da chi è in sovrappeso o addirittura dagli obesi.

Anche l’apporto di proteine è piuttosto discreto (circa 3g), mentre pari quasi alla quantità giornaliera raccomandata è il contenuto di vitamina C e in ogni caso più che sufficiente quello di vitamina K, B1, B6 e vitamina A. Nelle taccole sono, inoltre, presenti anche vari minerali, quali il manganese, il ferro, il fosforo, il magnesio e il potassio. Non è però da dimenticare che sia le vitamine che i Sali minerali presenti nelle taccole in buona dose, tendono a diminuire parecchio quando queste vengono cotte in acqua bollente, a causa dell’evaporazione.

L’inserimento delle taccole è consigliato particolarmente nella dieta delle donne che hanno frequentemente un ciclo mestruale irregolare, dato che la presenza di fitoestrogeni in esse contenute contribuisce a regolare l’equilibrio degli ormoni femminili.

Come cucinare le taccole

Per darti un’idea più precisa, considera che il sapore delle taccole è molto simile a quello dei piselli pertanto stiamo parlando di un cibo che sia adatta veramente a parecchie preparazioni. Ovviamente, se si vogliono sfruttare appieno tutte le proprietà benefiche delle taccole, dovrebbero essere mangiate a crudo, dopo averle soltanto semplicemente lavata e tagliate, eliminandone le estremità e il filo centrale. Così si preserverebbero totalmente le quantità di vitamine, minerali e proteine in esse contenute. Le taccole crude sono ottime come ingrediente per le insalate o anche come snack fra un pasto e l’altro.

Se invece si preferisce consumare le taccole cuocendole, gli usi sono veramente svariati. Possono essere un ottimo contorno da gustare condite con sale, olio e aceto, oppure si possono frullare per ottenere un’ottima e squisita crema da servire magari con dei crostini, o ancora possono essere aggiunte a cereali quali riso, quinoa, grano saraceno o farro e diventare così un piatto di prima portata.

Bisogna, però, stare attenti nella cottura a non lessarle troppo: 15 minuti sono più che sufficienti per scottarle in modo medio e farle rimanere piuttosto croccanti. Se le si vuole mantenere ben sode e dal colore verde vivo, dopo la cottura si possono raffreddare immediatamente sotto un getto di acqua fredda e poi lasciarle scolare. Sono ottime anche condite con un solo filo di limone ed in questo modo se ne migliora anche l’assorbimento del ferro e della vitamina C.

Come conservare le taccole

Innanzitutto, prima ancora di avvicinarci alla preparazione e alla conservazione delle taccole, dobbiamo fare molta attenzione all’acquisto di questo prodotto. Per essere certi che si tratti di taccole di buona qualità, fresche e genuine, devi fare molta attenzione quando le compri: esse non devono né essere ingiallite né presentare il baccello piegato o rammollito, altrimenti starai per acquistare una verdura potenzialmente vecchia.

Una volta superato il processo di lavaggio delle taccole, se l’intenzione non è quelle di consumarle subito o comunque nel giro di 2 o 3 giorni (in questo caso è sufficiente conservarle in frigorifero), le taccole possono essere tranquillamente congelate seguendo una delle tre possibili modalità.

1 Puoi congelare le taccole direttamente crude, dopo averle accuratamente lavate sotto l’acqua corrente. Basterà tagliarle a metà qualora fossero troppo lunghe, dopo averne tolto l’estremità, e poi riporle nel congelatore all’interno dei sacchetti gelo. Per 2 o 3 mesi possono essere tranquillamente conservate nel freezer.

2 In alternativa puoi anche congelare le taccole dopo averle sbianchite, che è il sistema più sano pe neutralizzare gli enzimi e togliere le impurità, prima del congelamento. Dovrai immergere in acqua bollente salata le taccole per solo 3 minuti. Dovrai poi scolarle, farle passare sotto un getto di acqua fredda per bloccarne la cottura, eliminare l’acqua residua tamponandole con della carta da cucina e poi conservarle nei sacchetti gelo e riporle nel congelatore

3 Se invece preferisci avere un prodotto pronto all’uso in qualsiasi momento tu ne possa aver bisogno, puoi congelare le taccole dopo averle cotte. Questo sistema è ottimo anche quando avanzano e non vuoi gettarle via. Passare dal congelatore alla pentola sarà un gioco da ragazzi.