Mar. Gen 19th, 2021
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Le operazione inerenti la SEO sono tante e devono essere applicate in base agli obbiettivi che un’azienda desidera conseguire, quindi creando sinergia tra le tecniche e le strategie da applicare. I professionisti del settore hanno un bel da fare, sebbene esista una sfida gli dia più filo da torcere rispetto ad altre e si tratta di del Search Intent, ovvero l’intento di ricerca ai fini SEO.

Che cos’è la search intent


Quando parliamo di serch intent, stiamo parlando dell’intento che l’utente ha di trovare online ciò che desidera nel momento in cui digita le parole chiave nei motori di ricerca e precisamente su Google: è il motivo per cui milioni di persone, ogni giorno, decidono di cercare qualcosa su Google.
Intenti di ricerca sono le azioni che fanno le persone quando vogliono qualcosa: sapere, comprare servizi o prodotti, conoscere meglio un brand, visitare un sito web, informarsi su luoghi, cose o servizi, ecc… e nel momento in cui decidono qual è il loro obbiettivo, spesso digitano parole chiave che non sono in grado di soddisfare le loro ricerche.

Lo studio del Search Intent per la SEO, fatto da un esperto è quello di provare a generare una classifica di domande, ovvero di query, che considerino qual è il fine delle persone e infine di poter impostare la SEO di un sito web in base a esse.
Basandosi proprio sull’intento di ricerca il professionista, esaminando le varie tipologie di domande, è in grado di sapere se l’internauta ha digitato una query di natura transazionale per concludere un iter commerciale volto all’acquisto di qualcosa, se navigazionale, attraverso la quale cerca un preciso sito, pagina o blog o infine, se è di tipo informazionale e quindi volta a conoscere meglio un argomento, notizia, ecc.

Perché è utile analizzare l’intento di ricerca

L’analisi del Search Intent è un’operazione necessaria per tutti gli esperti SEO, in quanto consente di ottimizzare in maniera ottimale il sito per Google e per decidere in maniera precisa e stabile quali strategie mettere in atto per posizionarlo bene nel motore di ricerca.
Un copywriter che scrive contenuti senza tenere conto del Search Intent commette un grosso errore, perché rischia che l’articolo finisca in mezzo alle migliaia di informazioni presenti online e che non sia mai trovato da chi effettua una query: questo può accadere nonostante gli utenti ambiscano a trovare esattamente quel tipo di argomento e che forse potrebbe risolvere i loro problemi o soddisfare bisogni.
Essere a conoscenza di quali siano le motivazioni che inducono le persone a effettuare specifiche ricerche è un modo per potergli rispondere e dare ciò che desiderano: è ovviamente un mezzo per far sì che l’articolo al quale abbiamo accennato poc’anzi non si perda e al contrario, sia facilmente intercettato dagli utenti.
L’intento di ricerca deve essere seguito mentre, allo stesso tempo, si procede all’ottimizzazione dei contenuti attraverso la modifica del sito web in modo che risponda alla query.

L’algoritmo di Google è cambiato nel tempo e se prima era sufficiente inserire le keyword, oggi si attiva anche connettendole tra loro in modo da definire se realmente quel contenuto sia in grado di soddisfare le domande degli utenti: significa che verifica se il contenuto rispetta il reale Search Intent delle persone.
Lo studio delle domande è un lavoro che assume rilevanza per realizzare contenuti autorevoli, di valore e completi e in grado di ricevere numerose visite.
Supponi che un cliente desideri acquistare un prodotto o servizio in particolare: devi possedere un sito web che tenga conto della sua volontà e del suo Search Intent e puntare sulle query transazionali; nel caso in cui voglia ricevere informazioni, invece, devi analizzare bene le query navigazionali.
Sono operazioni tutt’altro che semplici e anche piuttosto articolate le quali, tuttavia, devono essere fatte in maniera impeccabile da un SEO che voglia ottimizzare un sito web e fare in modo che sia preferito a quelli dei competitor su Google.
Nell’ottimizzare un sito in ottica SEO, devi considerare cosa vuole davvero la persona; è l’unico modo per portare verso il successo un sito web e ottenere validi risultati anche nel lungo periodo.

Ricerca navigazionale, informazionale e transazionale

Il consulente SEO realizza studi sull’intenzione di ricerca per definire la strategia migliore per ottimizzare il sito e posizionarlo sul motore di ricerca, ma anche per fissare le operazioni di content marketing, ovvero quanti e quali contenuti è necessario realizzare per il sito in questione.
Come già accennato, un esperto SEO effettua i suoi studi facendo delle classiche in base alle query che sono raggruppate in tre tipologie principali.
La ricerca navigazionale è fatta dall’utente che per dei motivi reali sa già cosa cercare e quindi digita sui motori di ricerca il brand, il nome del servizio o del prodotto. E’ una query navigazionale, ad esempio, “libro Kiyosaki padre ricco padre povero”
Sono query informazionali quelle fatte da chi non ha ancora chiaro in mente cosa vuole cercare e quindi è alla ricerca di informazioni in merito a un contenuto che può essere più o meno generico. L’utente vuole avere informazioni per capire meglio cosa cercare in maniera specifica. Un esempio di query informazionale è: “strategie lead generation B2B Instagram”.
Le ricerche transazionali invece, sono quelle fatte dagli utenti che vogliono compiere un’azione, ad esempio, comprare un bene o un servizio, eseguire un download, ecc.
Sembra che ben l’80% delle ricerche fatte dagli utenti sia di natura informazionale e solamente il 20% sia dedicato alle altre due tipologie.

L’intento di ricerca delle persone può essere compreso monitorando e analizzando le keyword più usate e i loro volumi di traffico; la provenienza di quest’ultimo può essere compresa usando appositi software e SEO tool. Lo stesso motore di ricerca mette a disposizione strumenti come il keyword suggest per agevolare gli esperti a identificar le intenzioni di ricerca.

Sovente le persone fanno confusione tra keyword e query di ricerca pensando siano lo stesso strumento e in realtà non è così. Le keyword ha valore poco specifico, mentre la seconda è data dalle domande in cui sono digitate molteplici parole ed è caratterizzata da un intento palese e preciso.
Le ricerca correlata è inerente a ciò l’utente ha digitato sul motore di ricerca e proprio Google usa il calcolatore Indicizzazione Semantica Latente con il quale analizza i contenuti presenti online per intercettare le keyword più adatte, in modo da restituire i migliori risultati.

L’intento di ricerca, inoltre, sta cambiando, perché l’incremento delle pagine su internet è notevole e dunque anche i contenuti in grado di dare risposte agli utenti è tanto. Google ha sviluppato un algoritmo capace di selezionare le risposte più precise e non più solo una pagina che sia in grado di rispondere a tutto.

Come si possono ottimizzare i contenuti per Google Search Intent?

Puoi adattare contenuti e landing page alle ricerche degli utenti online: ad esempio, se una persona esegue una ricerca per ottenere informazioni su un argomento specifico, è necessario che abbia articoli che contengano risposte a ciò che gli serve esattamente.
Nel caso in cui un soggetto voglia acquistare un bene, il successo di un sito è decretato dalla sua capacità di fornirgli i contenuti che lo mettano nella condizione di comprare esattamente quel prodotto. Allo stesso modo, chi cerca un servizio deve trovare una risorsa che risponda a quel bisogno.
I dati sono analizzati su contenuti e query con lo scopo di individuare le parole chiave e stabile il Search Intent.
Non si tratta di operazioni semplici e alla portata di un inesperto, tuttavia un professionista potrà confrontare il contenuto con quello dei risultati di ricerca già presenti sulla prima pagina di Google dove sono elencati i primi dieci siti. Se, ad esempio, un competitor pubblica pagina da 1000 parole e il tuo sito da 500, potresti non aver risposto sufficientemente alle domande dell’utente. In questo caso potresti inserire contenuti aggiuntivi e correlate per arricchire il tuo articolo, dimostrando le tue competenze.

Conclusioni

Come già accennato, gli algoritmi di Google si sono assottigliati e per questo divenuti più precisi nel comprendere l’intenzione di ricerca dei visitatori; di conseguenza, posiziona in alto nelle pagine del motore di ricerca quelle che meglio rispondono alle query. Per realizzare una campagna SEO efficace, i contenuti devono adattarsi sia alle persone che cercano abitualmente e sia al search intent dello specifico target di persone.
Devi creare contenuti che diano informazioni utili per le persone che hanno bisogno di questo e invece, portale verso l’acquisto quelle che vogliono comprare.